GIORGIO BIASIOLO

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L’ARTISTA

" prediligo l'utilizzo di materiali naturali quali appunto, pietre e marmi dalle tonalita' pastello, dai colori piu' morbidi e delicati, sotto forma di minute "scaglie". Un' altra particolarita' sta nell'accostare in maniera molto attenta e precisa le varie scaglie di pietra proprio per non lasciare neppure il piu' piccolo spazio tra l'una e l'altra, utilizzando una tecnica di fissaggio diversa da quella tradizionale che crea invece delle fughe tra una tessera e l'altra."

I mosaici trovano molteplici applicazioni, oltre alla più comune sotto forma di quadro, possono venire inseriti direttamente su pareti o parti di mobili, per esempio su di un'anta oppure all'interno di un tavolino da salotto o di una mensola, in oggetti di complemento d’arredo quali lampade, abat-jour, orologi, vasi, specchi ed altro ancora.

 

 

 

 

 

La critica

Il mosaico nella sua forma più pura. Questa è la novità tecnica che caratterizza l’operare di Giorgio Biasiolo. L’artista si sceglie con estrema cura le pietre da utilizzare, i colori sono nativi, senza nessuna tintura. Niente tasselli più grandi di un granello di sabbia, minuscole scaglie che vengono sminuzzate con cura in un lavoro certosino. Non è una inutile pignoleria, ma si fa anima della rappresentazione con esiti sorprendenti, tutte le sfumature sono possibili, quelle calde e quelle fredde, sempre con tavolozze minuziose, ricche di sfumature. I soggetti sono di preferenza la figura, ritratti e insiemi di personaggi che possono coprire una vasta gamma, dalle figurazioni sacre alle più disinvolte modernità, e poi nature morte. Tornando all’accuratezza delle fasi preparatorie si può ben dire che la creazione artistica per Biasiolo ha qualcosa di sacrale, intanto perché dà spazio al tempo, non c’è fretta ma piuttosto una pacata contemplazione zen, che si fa azione di scalpello nella fase di preparazione del "colore". Tanto tempo in cui certamente prendono forma e si modificano i soggetti. Il micro diventa il macro, l’essenza minerale delle pietre, che hanno atteso milioni di anni lo scalpello dell’artista, diventa senso e cifra di una visione. Sono considerazioni a loro modo parziali, ma sufficienti per intuire l’originalità e la portata dei mosaici di Biasiolo, piccoli formati per evidenti ragioni (ogni opera è formata probabilmente da decine di migliaia di scagliette). Gian Piero Prassi

 

Ci troviamo di fronte a qualcosa di inconsueto.

Un richiamo ai classici, allo stile liberty, alle fisionomie dipinte (e scolpite) da Michelangelo, utilizzando un materiale versatile e al tempo stesso rigido nella sua essenza: la pietra.

Ma non e’ pietra qualsiasi, sono frammenti, preziosissimi frammenti che con pazienza e perizia si trasformano in mosaici.

Nei nostri occhi da millenni si tramandano immagini di mosaici, con tessere preziose a comporre il Cristo Pantocratore del catino absidale del Duomo di Monreale, le pareti di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, con gli angeli imperanti, il pavimento della meravigliosa chiesa di Aquileia e tutto ciò che, a prescindere dall’arte ravennate-bizantina, perfetta e ieratica nelle sue rappresentazioni, riecheggia il passato remoto, un esempio fra tutti: Pompei.

Dove un "cave canem" è diventato addirittura un fenomeno commerciale e appare non solo sulle cartoline ma anche, come piastrella d’ingresso, a fianco delle porte di casa.

Su note riviste di arredamento si ripropone il tema del mosaico, ma più con tono descrittivo e di contorno agli spazi, agli ambienti di magioni raffinate. Da poco si è parlato di un noto creatore di mosaici che ha personalizzato case famose, ma credo che ci sia molto da dire anche sulle persone che, pur rimanendo quasi nell’ombra, operano con senso del colore e delle forme e realizzano cose splendide.

Da conoscere ed ammirare. Anna Lisa Vaianella

 

CENNI STORICI

Il mosaico nasce come arte decorativa da parte dell'uomo nel tentativo di imitare la natura in modo creativo.

I primi esempi di mosaico risalgono alle civilta' sumera ed egizia.

Il mosaico greco rappresenta, sotto forma di pavimentazioni, composizioni con bordure geometriche aventi nella parte centrale motivi raffiguranti animali,scene di caccia e soggetti mitologici.

E' il mosaico romano che conosce un grande sviluppo e si distingue come parte integrante dell'architettura e decorazione dell'edificio. Diversi sono i soggetti in essi raffigurati. Generalmente in funzione dell'ambiente in cui venivano posati, motivi marini nelle terme, scene mitologiche per i templi, soggetti erotici per le alcove.

Troviamo inoltre il mosaico bizantino. E' proprio con il mosaico cristiano che si passa dal mosaico pavimentale a quello ornamentale di pareti a volte in particolar modo negli edifici di culto, rappresentanti icone divine e santi che ovviamente non potevano essere poste a terra.

Per arrivare quindi ai nostri giorni con il mosaico moderno, che per esigenze di mercato e bassi costi di produzione impiega tecniche di realizzazione vicine a quelle industriali. Fortunatamente qualcuno si ostina ancora oggi nel voler continuare a praticare quel sistema artigianale, di un tempo, come espressione artistica.

 

LA TECNICA

Da sempre il mosaico tradizionale,quello piu' comunemente noto, e' realizzato dall'accostamento di piccoli frammenti colorati di forma diversa chiamati "tessere" tenute insieme da un legante. Alcune di esse si ricavano da frammenti di pietra e marmi che si trovano in natura, altre si ottengono con materiali diversi, dalle tonalita' piu' accese, come il vetro, la ceramica e lo smalto.

 

Quotazioni: contattare l’artista  giorgiobias@libero.it  walkingintheart@interfree.it