CHETI

01 02 03 04
01 02 03 04
05 06 07 08
05 06 07 08

 

 

 


Elisabetta Niemen, in arte CHETI, classe 1960, apprezzata artista, da sempre dipinge e lo fa su ampie superfici, cariche di atmosfera, colore e tanta fantasia. nel marzo 2005 decide di fare quello che viene definito un un passo importante nella vita artistica di ogni pittore, proporsi, per la prima volta, con una personale. L’appuntamento presso gli spazi espositivi di ART’INCONTRO a Vercelli.
Cheti è un’abile pittrice, che possiede le tecniche e l’impostazione per eccellere in tutti gli stili e con ogni soggetto. È però la figura il veicolo privilegiato della sua ricerca artistica. Questo perché Cheti è una narratrice che invece di affidare le sue storie alla pagina scritta le affida e le concentra in uno sguardo, in un’espressione.
Esemplare in tal senso è il dipinto "Due creature in un bosco surreale". Una situazione magica, anzi elfica. Le due figure femminili, riprese in un momento del loro cammino verso chissà quale palazzo incantato, hanno infatti i tratti e soprattutto l’anima delle mitiche creature silvane. Opera quindi capace di raccontare con un’immagine o meglio, di offrire lo spunto per i voli di chi osserva il dipinto. Non è fondamentale che si colga esattamente il significato dato dall’artista. Anche il soggetto del pagliaccio è narrativo per definizione, espressione dell’allegria a comando, cioè per un pubblico, anche quando si vivono drammi interiori che traspaiono dal pozzo degli occhi, sgargianti i colori, grigio quello sguardo. E poi cavalcate ebbre di guerrieri, sofisticate figure femminili. L’inclinazione preponderante è all’espressionismo, neo-espressionismo è forse meglio dire, proprio per questa necessità di racchiudere nella tela una storia che si palesa ben al di là dell’intenzione iniziale. Cheti trasfonde la stessa carica nei paesaggi, da cui emanano come i riflessi di tante storie. Così avviene per "Paesaggio nordico" che l’illuminato sguardo di Jean Servato ha colto come un richiamo all’urlo di Münch. Un urlo senza urlo... come se il volto sfigurato ben noto nella storia dell’arte stia fuori campo, il suo riverbero è nella composizione degli spazi, nella marcata prospettiva, nel dialogo tra i caldi arancio del tramonto e di una barca ed il freddo blu delle acque di un canale. Così anche quando l’uomo è assente se ne intende l’effetto sulle cose. Di grande fascino anche le vedute "cinesi" e il figurativo più classico. Cheti, difatti, come i veri artisti sanno fare, non disdegna di dipingere su commissione, affrontando sempre con entusiasmo le richieste più svariate, col gusto di accettare una sfida, con la consapevolezza di avere i mezzi per far fronte ad ogni richiesta. Finora ciò avviene senza sminuire la ricerca personale e l’evoluzione della capacità espressiva.

Quotazioni: olio, cm. 50 x 70 a partire da Euro 250.00