PIETRO PAGGIO

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Pietro Paggio, classe 1944, la sua formazione passa dagli insegnamenti di Renzo Roncarolo all’Istituto di Belle Arti di Vercelli. Qui Paggio apprende e mette in pratica le basi della tecnica pittorica. "A differenza di altri non si adagia al livello base della formazione – scrive Gian Piero Prassi – nelle note a corredo del catalogo delle opere di Paggio - forse perché non intende l’arte come un hobby gradevole, piuttosto è un modo di essere, di assorbire i colori, le atmosfere, di emozionarsi per il dettaglio di un momento, per la forma e il colore delle nuvole o la percezione dell’energia che sale dalla terra collinare o cala dalle severe geometrie d’una montagna". Partendo dal figurativo negli anni ha costruito e va affinando una sua peculiare forma di "espressionismo astratto" che si esalta particolarmente nel paesaggio, anche se ultimamente Paggio ha preso ad applicarsi nella figura, costruendo magistrali affreschi presi dalla vita quotidiana e spesso anche dalle Sacre Scritture. Artista estremamente prolifico, grazie alla tecnica veloce ed essenziale arriva a dipingere anche un quadro al giorno, preferendo spesso lavorare su tele di grande formato. Negli ultimi 13 anni ha all’attivo la partecipazione a numerose collettive ed ha allestito qualificate personali, la critica approva con sempre maggior entusiasmo il suo operare, anche se il "mentore" più acuto rimane Gigi Mossotti, il critico ed artista vercellese prematuramente scomparso, il quale di lui, fra l’altro, scrisse nel 1997: "Per ciò che ci concerne lo consideriamo uno dei migliori paesaggisti che abbiamo mai incontrato". Dal 2000 la sua attività si è intensificata con mostre a Biella ed in varie località della Valle d’Aosta. Nel 2003 nella sua amata Sicilia un riconoscimento di tutto rispetto, tributato ad un grande maestro, la mostra itinerante delle sue opere viene ospitata presso musei e prestigiose gallerie d’arte.

QUOTAZIONI: da € 350